Retribuzione del lavoratore dipendente

La retribuzione è il corrispettivo, di solito in denaro, che viene riconosciuto al dipendente in cambio della sua prestazione lavorativa.
La Costituzione stabilisce che la retribuzione del lavoratore dev’essere “proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro” e “sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. La retribuzione viene determinata, normalmente, dai Contratti Collettivi ai quali il datore di lavoro deve attenersi: è quindi opportuno consultare il proprio CCNL di riferimento per conoscere l’ammontare della retribuzione spettante, le indennità, i premi, le mensilità aggiuntive e, in generale, tutto quanto riguarda le condizioni economiche del contratto di lavoro.

Nei casi in cui la retribuzione non venga stabilita dai contratti collettivi, può essere determinata da accordi tra le parti oppure, in mancanza, dal giudice.

Forme di retribuzione

Il pagamento della retribuzione può avvenire sotto diverse forme:

Retribuzione a tempo, quando è calcolata in base alla durata del lavoro. A sua volta, la retribuzione corrisposta a tempo, può essere mensile o oraria.
La retribuzione mensile viene stabilita dai contratti collettivi ed è fissa a prescindere dai giorni lavorati: non fa differenza se il mese ha 28, 30 o 31 giorni.
La retribuzione oraria, invece, viene corrisposta in base alle ore effettivamente lavorate.
Generalmente, per gli impiegati si utilizza la retribuzione mensile mentre per gli operai quella oraria, ma non è una regola fissa.

Retribuzione a cottimo, cioè quantificata in base al risultato della prestazione lavorativa.
E’ difficile che un dipendente venga pagato esclusivamente a cottimo (questa è infatti una forma di retribuzione legata soprattutto alla collaborazione autonoma e al lavoro a domicilio): di solito c’è una “base” retributiva calcolata a tempo, e una maggiorazione conferita a cottimo sulla base del rendimento e dell’efficienza del lavoratore.

Retribuzione in natura: in cambio della prestazione lavorativa non viene dato denaro ma beni o servizi;

Partecipazione agli utili, quando il dipendente percepisce come retribuzione una parte degli utili dell’impresa. È variabile, in quanto legata ai risultati dell’impresa.

A provvigione, quando la retribuzione è proporzionata alle trattative o agli affari conclusi: di solito la provvigione è legata a contratti di collaborazione autonoma (es. agenti assicurativi) ed è “accompagnata” da una retribuzione di base fissa corrisposta mensilmente.

Elementi della retribuzione

La retribuzione è composta da diversi elementi, che vengono classificati in relazione ai modi e tempi in cui vengono corrisposti, e cioè:

  • elementi continuativi, che vengono versati regolarmente ad ogni periodo di paga;
  • elementi non continuativi, versati una volta ogni tanto, come ad esempio i premi di produttività;
  • elementi differiti, che maturano mese per mese ma vengono versati solo una volta l’anno in un periodo prefissato oppure al momento della cessazione del rapporto, come tredicesima e quattordicesima mensilità e TFR.

Per maggiori approfondimenti sulla struttura della retribuzione e su come viene calcolata, visitare la sezione Come leggere la busta paga.