Contributi

Nel corso del rapporto di lavoro dipendente, c’è l’obbligo di versare ogni mese i contributi all’Inps, che servono per garantire al lavoratore:

  • la pensione di vecchiaia, di invalidità e per i superstiti
  • l’indennità di malattia e maternità
  • l’indennità di disoccupazione, cassa integrazione e mobilità
  • gli assegni famigliari

E’ la legge a decidere quali di queste assicurazioni garantire, in base all’inquadramento in azienda del lavoratore, e non è possibile per il datore di lavoro prendere accordi diversi con i propri dipendenti.
La percentuale da versare (aliquota contributiva) è mediamente del 33%, di cui il 23,81% a carico del datore di lavoro e il 9,19% a carico del lavoratore (a cui viene effettuata la trattenuta in busta paga).

Minimale imponibile

La somma da versare viene calcolata in percentuale sulla retribuzione lorda percepita dal lavoratore.

Tale retribuzione, però, non può essere inferiore ad un certo limite stabilito per legge, detto minimale: se è inferiore, i contributi vengono calcolati non sulla retribuzione effettiva ma sul minimale, che viene aggiornato di anno in anno. Per l’anno 2012 il minimale retributivo è pari a 45,70 euro giornalieri.

Massimale imponibile

Fino al 31.12.1995, per il calcolo dei contributi, si utilizzava il sistema retributivo: la somma dei contributi da versare era basata sull’effettiva retribuzione del dipendente. Dal 1° gennaio 1996, invece, i contributi vengono calcolati sulla base di un massimale: ogni anno viene stabilito un “tetto” oltre il quale i contributi non devono più essere versati (sistema contributivo)i. Per l’anno 2012 il massimale imponibile è pari a 96.149,00 euro.

La gestione separata INPS

Il sistema di Gestione Separata è stato istituito dall’Inps per garantire la tutela pensionistica e previdenziale ai lavoratori autonomi, a progetto ed associati in partecipazione; sono obbligati a versare nella Gestione Separata, inoltre, i collaboratori occasionali e i lavoratori a domicilio che percepiscano più di 5.000 euro all’anno. Vengono così tutelate quelle categorie di lavoratori che altrimenti non avrebbero diritto né alla pensione (di vecchiaia, invalidità e per i superstiti) né ad altre indennità (malattia, maternità ed assegni familiari).

I contributi versati dai lavoratori nella Gestione Separata finiscono in un fondo obbligatorio che garantisce l’erogazione della pensione e dell’indennità. Il calcolo della pensione avviene col sistema contributivo con un minimo di cinque anni di contributi versati.

Attualmente, e anche per il 2013, le aliquote contributive previste per gli iscritti alla gestione separata sono due: aliquota del 27,72% per i lavoratori non iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie; aliquota del 18% per coloro che già percepiscono una pensione o che sono assicurati ad altre forme di previdenza.

Nel caso di lavoratori a progetto e collaboratori, il contributo è per due terzi a carico del committente e per un terzo a carico del lavoratore; per gli associati in partecipazione il 55% a carico del datore di lavoro ed il 45% a carico del lavoratore. Per i lavoratori autonomi il contributo è totalmente a carico, e dev’essere versato con il modello F24 entro le scadenze stabilite per le imposte sui redditi.

Secondo la nuova Riforma del Lavoro, le aliquote della Gestione Separata saranno aumentate progressivamente nei prossimi anni fino a raggiungere il 33% ed il 24%.

Per iscriversi alla Gestione Separata è necessario presentare domanda all’Inps, attraverso l’apposito modello di iscrizione reperibile presso tutti gli sportelli dell’ente.